Memori de "Gli ultimi giorni del Fuhrer" e "Gli ultimi giorni del Ché" eccoci qui a narrarvi quelli che sono stati "Gli ultimi giorni dello Skaffali", prima che decidesse di tornare nel Vecchio Mondo per mettere radici a Parigi. Eh già, perchè il nostro esperto scalatore "guasi" apprendista guida alpina, ebbe un tuffo al cuore, un vero e proprio sussulto, il giorno in cui venne a scoprire che sarebbe andato in...CANADA...
Stolti coloro di voi i quali si fecero raggirare da futili motivazioni quali l'inutilità di trovarsi contemporaneamente a entrambi i colleghi/compagni di (dis)avventure Bustarella e Zedda nei meandri dei laboratori dell'INRS di Montreal, motivazioni che solo apparenemente potevano spiegare l'arrivo di Skaffali in terra surgelata solo a settembre inoltrato. In realtà tale scelta è stata opportunamente ponderata da un freddo calcolatore, a cui ancor più della fama e del successo (ma quando mai) derivanti dai fotonici esperimenti in terra canadese, interessava una e una sola cosa, più di tutte, ovvero: la Neve. E' così che Skaffali, da quell'uggioso ma tuttavia mite giorno di Settembre in cui mise piede in Quebec, non fece altro che attendere con pazienza, giorno dopo giorno, pioggia dopo pioggia, il sopraggiungere del tanto agognato Inverno Canadese. Sta di fatto che, pur essendosi goduto il meraviglioso autunno canadese in compagnia di Bustarella e Zedda, una vocina gli ronzava nella testa fra le foglie d'acero rosse e i fiori Epilobi color magenta ("voglio la neve, voglio la neve, voglio la neve!!! Mica si può sciare sugli aceri rossi!") ricordandogli, pressante, il principale motivo della sua venuta nel nord del Nuovo Mondo. Il fatto fu che nessuno poteva presagire che Skaffali, in compagnia di Toty e Totyna, sarebbe incappato in quello che sarà ricordato negli annali come "il Novembre più caldo degli ultimi 116 anni". A quel punto Skaffali diventò shivo, passò gran parte del suo tempo sulle sue "sudate carte", che il Toty scoprì solo in seguito essere un estremo tentativo dello Skaffali di organizzarsi una mini-vacanza last-minute nell'estremo nord dei Territori del nord-ovest in una località denominata Yellowknife. Skaffali desistette però nell'intento della spedizione quando un amico gli confidò che a Yellowknife la temperatura media in quel periodo dell'anno era di -30°. E Skaffali pensò: "Che sfiga, a chi tutto e a chi niente! Certo deh, un ci sono più le mezze stagioni!".
E intanto il tempo passava, il freddo non arrivava e allo Skaffali "parmigiano toscano" (per capire, rileggere la battuta di Skaffali 2 righe indietro) non restava altro che consolarsi con un po' di buon jazz montrealino.
Maison du Jazz, Montreal, 10 Dicembre 2009.
Nella foto è più che evidente quanto l'umore della Totyna fosse ottimo ("Bene, siamo già a Dicembre inoltrato e ancora non sento freddo, dopotutto penso che ce la farò a superare il rigido inverno Canadese senza amputazioni delle dita di mani o piedi"), mentre addirittura Romain il francese non si curasse minimamente dello scatto della foto, rapito com'era dalla cantante jazz francofona come lui ("Voulez vous coucher avec moi, ce soir? Uh non, ca n'est pas du jazz!"), mentre dal volto di Skaffali appare più che evidente tutto il suo dramma interiore, l'espressione facciale forzata nell'inutile tentativo di dissimulare allegria e spensieratezza ("E che cazzo! Vengo in Canada per farmi una bella sciata, magari una ciaspolata nella foresta in mezzo ai lupi, una spedizione sul San Lorenzo ghiacciato volendo, e invece la volta che ci vengo io ci crescono le palme!!!", citaz. originale Mirco Scaffardi).
A complicare il tutto, rendendo il suo soggiorno a Montreal ancora più logorante, Skaffali si rende conto di abitare al secondo piano di un palazzo in St. Laurent, al cui pian terreno si trova una delle più gettonate discoteche della City. Il venerdì e sabato sera/notte Skaffali non riesce a chiudere occhio, i giovani Kujy montrealini stazionano di fronte alla discoteca fino a notte inoltrata, chi perchè è in fila aspettando di entrare sperando di essere in lista, chi perchè si fuma una sigaretta, e chi aspetta il taxi per tornarsene a casa. Ma un venerdi notte accadde l'imprevedibile, lo Skaffali si svegliò di soprassalto, urtato da cotanto silenzio che non era ormai più in grado di tollerare. Spiò dalla sua finestra ricca di spifferi siberiani senza poter presagire il motivo di cotanto silenzio, ma dopo un attimo capì: i fiocchi cadevano grossi come poponi, inducendo i kujy montrealini a starsene al chiuso! Inoltre lo spesso manto nevoso attutiva la musica "punz punz" proveniente dall'interno del locale. Skaffali era felice. Mancava ancora una settimana alla sua partenza. Ce l'aveva fatta. C'era la neve!
E' o non è il ritratto della felicità?!
Qui pattina spensierato sul ghiaccio del Quai du Vieux-port de Montreal in compagnia della Totyna, mentre il Toty è a casa a combattere la malattia (influenza) e li osserva tristemente dalla webcam puntata sulla pista da pattinaggio.
Qui è nello stesso posto, ma stavolta è il Toty a fare la foto. Romain guarda sempre la cantante francofona. Quella sera, per il ritorno di Skaffali in terra pisana l'intera città ha festeggiato con fuochi d'artificio e concerto rock. Temperatura della serata: -18°.
Tuttavia Skaffali raggiunge l'apice della felicità la mattina di quello stesso giorno, in compagnia del convalescente Toty e del francese Romain (Totyna fuori uso dall'influenza che le ha passato il Toty, con la differenza che a lui è durata 6 giorni, a lei durerà 24 ore...). Skaffali decide infatti di insegnare ad entrambi lo sci di fondo. Luogo: Mont-Royal (dietro casa del Toty). Ora: 11.00a.m.. Temperatura: -21° !!!!!!!!!!!!!!!
Allegra comitiva di Quebecoises che corrono a -21° sulla neve (uno è in bici!).
Skaffali sugli sci, felice come un bambino col lecca-lecca.
Romain con un viso davvero francese.
Toty sciatore, giusto prima di cascare.
Pista di sci di fondo.
I 3 moschettieri conquistano la collina! Ecco la cima.
Il Toty è arrivato...
Contributi video:
E intanto il tempo passava, il freddo non arrivava e allo Skaffali "parmigiano toscano" (per capire, rileggere la battuta di Skaffali 2 righe indietro) non restava altro che consolarsi con un po' di buon jazz montrealino.
Nella foto è più che evidente quanto l'umore della Totyna fosse ottimo ("Bene, siamo già a Dicembre inoltrato e ancora non sento freddo, dopotutto penso che ce la farò a superare il rigido inverno Canadese senza amputazioni delle dita di mani o piedi"), mentre addirittura Romain il francese non si curasse minimamente dello scatto della foto, rapito com'era dalla cantante jazz francofona come lui ("Voulez vous coucher avec moi, ce soir? Uh non, ca n'est pas du jazz!"), mentre dal volto di Skaffali appare più che evidente tutto il suo dramma interiore, l'espressione facciale forzata nell'inutile tentativo di dissimulare allegria e spensieratezza ("E che cazzo! Vengo in Canada per farmi una bella sciata, magari una ciaspolata nella foresta in mezzo ai lupi, una spedizione sul San Lorenzo ghiacciato volendo, e invece la volta che ci vengo io ci crescono le palme!!!", citaz. originale Mirco Scaffardi).
A complicare il tutto, rendendo il suo soggiorno a Montreal ancora più logorante, Skaffali si rende conto di abitare al secondo piano di un palazzo in St. Laurent, al cui pian terreno si trova una delle più gettonate discoteche della City. Il venerdì e sabato sera/notte Skaffali non riesce a chiudere occhio, i giovani Kujy montrealini stazionano di fronte alla discoteca fino a notte inoltrata, chi perchè è in fila aspettando di entrare sperando di essere in lista, chi perchè si fuma una sigaretta, e chi aspetta il taxi per tornarsene a casa. Ma un venerdi notte accadde l'imprevedibile, lo Skaffali si svegliò di soprassalto, urtato da cotanto silenzio che non era ormai più in grado di tollerare. Spiò dalla sua finestra ricca di spifferi siberiani senza poter presagire il motivo di cotanto silenzio, ma dopo un attimo capì: i fiocchi cadevano grossi come poponi, inducendo i kujy montrealini a starsene al chiuso! Inoltre lo spesso manto nevoso attutiva la musica "punz punz" proveniente dall'interno del locale. Skaffali era felice. Mancava ancora una settimana alla sua partenza. Ce l'aveva fatta. C'era la neve!
Qui pattina spensierato sul ghiaccio del Quai du Vieux-port de Montreal in compagnia della Totyna, mentre il Toty è a casa a combattere la malattia (influenza) e li osserva tristemente dalla webcam puntata sulla pista da pattinaggio.
Tuttavia Skaffali raggiunge l'apice della felicità la mattina di quello stesso giorno, in compagnia del convalescente Toty e del francese Romain (Totyna fuori uso dall'influenza che le ha passato il Toty, con la differenza che a lui è durata 6 giorni, a lei durerà 24 ore...). Skaffali decide infatti di insegnare ad entrambi lo sci di fondo. Luogo: Mont-Royal (dietro casa del Toty). Ora: 11.00a.m.. Temperatura: -21° !!!!!!!!!!!!!!!
Contributi video:
Levatevi dar c....
Sbagliando s'impara...forse.
Mai rilassarsi.
Dove si scende...prima o poi si risale.
Nessuno riesce a filmare lo Skaffali che scia, dato che è sempre in testa.
Concludiamo con un piccolo flash-back al concerto sul vecchio porto.
Il gruppo si chiamava "Les Porn Flakes". L'articolo francofono a ricordare che col cazzo che loro parlano una parola d'inglese sul palco. Tuttavia il repertorio ci scalda dentro: passano senza vergogna da "Wellcome to the jungle" dei Guns 'n' roses a "Jumpin' Jack flash" degli Stones, ACDC, Led Zepplin, Brian Adams (Canadese!), "Enter sandman" dei Metallica, e come se sapessero del mollusco tentacolato malato per i fab four, gli regalano senza preavviso "I saw her standing there", "Helter Skelter", "Back in the USSR", "All my lovin'", ed infine "I am the walrus", tutte dei Beatles. Totyna, la cui anima talla è ormai nota ai più, balla in modo sfrenato sui Led Zepplin, ed alla fine ha bisogno di una sosta...
Skaffali, tu sapesse quanta neve c'è ora...