sabato 17 aprile 2010

Un tranquillo week-end...coi cani da slitta!!! - Parte I

All'inizio di Febbraio un "collega" dell'INRS, Fabrizio il siculo, chiede al Toty se gradirebbe passare un grazioso week-end in un posto sperduto nella foresta in una riserva chiamata Mont-Laurier (al solito, saranno i soliti 237m che qui chiamano "monte"), partecipando ad una gita in slitta trainata dai cani...CANI??? Ma a me mi stanno sur cazzo i cani! Vero Berrettini? Ero terrorizzato anche da Camilla, il barboncino di Gabri, che puntualmente ogni volta che entravo in casa sua mi ringhiava con ferocia inaudita fin dall'ingresso. Però cazzo, mi dico "ma ci pensi il Wamba cosa direbbe?". Lo so, ormai c'ho la fissa, ovvero un'ansia da prestazione incontrollabile nei confronti del caro Wambapà. Come faccio a tenere un blog sulle nostre avventure in Canada, come faccio a ostentare il fantastico inverno canadese, e poi rifiutare l'invito per la gita coi cani da slitta? E infatti non potevo, e quindi con più di un mese di anticipo prenotiamo il grazioso week-end...
Di tutte le decine di persone che dovevano unirsi alla comitiva, alla fine rimaniamo solo in 4: Fabrizio "niende saccio", Sebastien il francesino, Toty & Totyna. Il programma è arrivare nei pressi della riserva il sabato all'ora di pranzo, con le slitte farsi una quindicina di Km nel bosco e arrivare così ad uno chalet su un lago in cui passare la notte, solo però dopo aver provveduto alle varie mansioni per garantire la sopravvivenza dell'allegra comitiva. L'indomani mattina, salutare colazione allo chalet e ritorno con le slitte per l'ora di pranzo.
Quindi la mattina di buon'ora ce ne partiamo da Montreal con la nostra macchina a noleggio (Discount car, ovvero miseria) e dopo 3 ore siamo a destinazione: un'allegra fattoria in prossimità del fiume Laurier (tutto in zona si chiama Laurier, c'è Rue Laurier, la Rivière Laurier, Lac Laurier, il Mont-Laurier, anche la famosa varietà di acero-Laurier, la padrona della fattoria sono sicuro che da ragazza faceva Laurier...) con tanto di cavalli che vagano allegramente nella loro merda, fienile in legno, e i cuccioli di husky d'appertutto...


Ecco, così piccoli piacciono anche al Toty, che non vede proprio il motivo pe cui poi dopo debbano crescere e diventare tanto minacciosi...
Dopo essersi procurati gli scatoloni con le provviste e il necessario per i letti, paghiamo la cifra considerevole pattuita per il w.e. e sempre in auto raggiungiamo il punto di partenza in cui si trovano già cani e slitte. La mappa che ci consegna la titolare dell'impresa mi ricorda quella di Willy l'Orbo nei Goonies, con tanto di pesciolini disegnati laddove scorre il fiume e campanile con croce: costeggiate il fiume e prendete il ponte di legno sulla sinistra (di legno? ma la regge la macchina???), fate 0.8 Km (o 740 passi, a scelta) poi dopo la chiesina girate a destra, fate 10.4Km di sterrato (e se si fora?) e siete arrivati. "C'è un parcheggio vero?". Povero illuso, la macchina la lasci a bordo strada incastrata nella neve, sperando che nel frattempo si sciolga...
Arrivati sul posto ci presentiamo con la nostra guida, Katia, praticamente la versione Ranger di Wonderwoman. Scopriamo di far parte di una carovana di 5 slitte in tutto così ripartite: Katia+provviste, Fabrizio+Sebastien, Babbo di famiglia franco-canadese + i 2 figlioli, Toty+Totyna, Mamma della famigliola franco-canadese. Prima della partenza Toty chiede il permesso di portare la chitarra, e Katia spocchiosamente rifiuta dicendo che i cani sono suoi e non vuole sovraccaricarli inutilmente. E' vano spiegarle che la chitarra pesa tipo non più di 3Kg, e il Toty ci resta molto molto male...
Inoltre Toty nota che i cani sono ancora tutti attaccati per il collare ad una catena fra gli alberi, quindi ne deduce che la comitiva non è ancora pronta per partire, e attende paziente che Katia e il compare di lavoro attacchino i cani alle rispettive slitte...ma che succede? Katia comincia a spiegare rigorosamente in Francese come si fa ad infilare l'imbracatura ai cani e come li si attacca alle slitte...Toty suda freddo...sembra che ognuno si debba preoccupare dei 6 cani della propria slitta...la disperazione del Toty è totale (scusate il gioco di parole). E' terrorizzato dai cani adulti fin da piccolo, ma con un atto eroico prende il primo cane della sua vita strizzandolo fra le gambe e comincia ad infilargli l'imbracatura facendogliela passare per le zampe...poi lo porta a forza nel punto in cui attaccarlo ai 2 moschettoni collegati col cavo attaccato alla slitta...e ce la fa!!! Chiaramente nel tempo necessario al Toty per l'intera procedura più il tempo per ripigliarsi, Totyna ne attacca 3 o 4 con grida di gioia e giubilo. Alla fine Katia dà un'occhiata alla nostra slitta e mi dice che ce ne manca da attaccare ancora uno: GIULIUS. Giulius scopro essere non un husky ma un Groenlandese, ovvero una razza più grossa, ed infatti Giulius risulta essere il cane più grosso di tutta la comitiva (che culo eh?) e per stessa ammissione di Katia, un vero e proprio "monster"... "Ok, oggi è un giorno storico per me, ho toccato un cane e l'ho legato ad una slitta, ma con Giulius non posso farcela, ho bisogno di aiutooooo". E così Toty chiede assistenza a Fabrizio, che coi cani se la intende proprio, ma alla fine si rende conto che Giulius è proprio il classico "grande grosso e coglione" che si fa legare senza opporre la minima resistenza come un pupazzone. Tutto è pronto per la partenza, a parte i cani della slitta di Fabrizio che strappano il gancio e si avviano senza slitta prima del tempo. Risolto il problema tecnico partiamo, una slitta per volta, Totyna sgancia la corda dall'albero, Toty monta sul freno della slitta cercando di tenere un minimo a freno i cani che inizialmente sembrano davvero tarantolati, e la gita inizia!
Nella prima mezz'ora i due Totani prendono dimestichezza col mezzo testando i vari ordini per i cani (in realtà 2: "hop" per partire, "stop" per fermarsi...), scoprendo che in realtà per farli fermare bisogna montare di peso sul freno (dei ganci che in senso contrario si conficcano nella neve ghiacciata al suolo), e scoprendo anche che bilanciando opportunamente il peso sulla slitta si può evitare di finire fuori strada o cadere. Le cadute nella prima mezz'ora sono 2, il Toty eroicamente rincorre una volta la slitta e si attacca con le mani al freno (che è da usare coi piedi) venendo trascinato ventre a terra per metri e metri dalla foga delle simpatiche bestiole...
La caduta più spettacolare resta tuttavia quella del babbo franco-canadese che coi due bimbi cappotta la slitta fuoripista. Fortunatamente i tre non si fanno niente e con l'aiuto di due maschioni fra cui il Toty (ok, un maschione e mezzo) riescono a raddrizzare la slitta e a ripartire.
A questo punto spazio ai contributi filmati:





A circa metà strada, ci troviamo di fronte a un bivio, a destra la strada è meno "battuta" e si rischia di sbattere con la slitta contro le radici di alcuni alberi, a causa delle curve strette del sentiero. Entrambe le strade conducono alla meta, e Katia, la GUIDA, vorrebbe prendere a sinistra. Peccato però che i cani decidano di andare a destra. Sono loro la vera GUIDA! A questo punto, visto che ogni slitta si stampa puntualmente sulle radici, dopo essere riusciti a farle passare tutte, alzandole talvolta di peso, ci prendiamo una pausa più che meritata. Totyna ne approfitta per memorizzare TUTTI i nomi dei cani della nostra slitta, più svariati altri, tant'è vero che ha recentemente caricato le foto della gita su Facebook taggando anche tutti i cani...che passione!

In questa foto (da sinistra e da primo piano): Chemin, Noir, Vanille, Chinook, Totyna, bambino Scarface (a seguire il motivo del nome), mamma di Scarface. (Rimuovi Tag).

Totyna fa le feste a Vanille (o è il contrario?).

Da sinistra: Scarface, Mamma di Sc., sorella di Sc., Babbo di Sc., Katia-la donna da un milione di dollari.

Totyna fa le feste a Milka.
La carovana poi riprende e dopo un'oretta e mezzo di viaggio finalmente eccoci giunti al confortevole chalet...

Beh la struttura non è male, ed il posto è molto bello, a cavallo su una strettoia che collega due laghi, quasi completamente ghiacciati. Peccato che però manchi l'elettricità (lampade a olio), l'acqua potabile (lago!!!) ed ogni fondamentale norma d'igene. Wamba ti ricorda qualcosa vero? Appena arrivati Toty ce la fa malapena a mangiucchare un po' di riso ai funghi, un pezzetto di frittata e uno di panettone (tutta roba portata da casa, grazie al cielo) prima di cominciare i LAVORI FORZATI. 1) Raccogliere con i secchi N litri d'acqua dal fiume, parte della quale da bollire per il nostro fabbisogno alimentare e parte della quale andrà mischiata col pastone da dare ai cani. 2) staccare ogni cane dalla slitta, attaccarlo alle apposite catene in prossimità del rifugio e mettere a posto la slitta. 3)preparare il pastone dei cani. 4) cucinare (zuppa liofilizzata e "patè chinois", ovvero un piatto povero che davano ai cinesi ai tempi di quando costruivano le ferrovie, a base di patate e macinato, giuro che è tutto vero). 5)occuparsi del fuoco per la stufa. 6) distribuire il pastone a tutti i cani a notte inoltrata con le torce (Toty si rifiuta e consegna la sua lucina da fronte per pescare alla Totyna per l'impresa). Ecco un'immagine carpita dal Toty raffigurante Fabrizio, ormai allo stremo delle forze, al 18esimo viaggio dal lago allo chalet con un secchio d'acqua che, dopo essere stata bollita e filtrata, sarà ottima da bere (filtrata=passata per un cencio con cui Katia fino a 5 minuti prima puliva la cucina). Il siculo si fa impunemente aiutare dai due bambini, tale è la sua disperazione. Il Toty finalmente capisce il senso di questo week-end: in Canada una vacanza si intende così: paghi un casino di vaini per farti un culo come una mània di 'appotto!!!

E ora la tragedia: il pastone dei cani viene preparato con carne fresca. E' molto semplice, si maciulla un animale a scelta (o un uomo) a accettate fino a ridurlo come il macinato, dopodichè lo si mischia con acqua calda fino a far diventare il tutto una gustosa zuppa:

La scena è davvero straziante, il babbo franco-canadese giace esausto a terra dopo l'operazione, ancora visibili sono le accette con cui ha operato a 2 mani. La vittima è tutt'ora ignota.
La cena si consuma poi nello chalet, vicino alla stufa su cui viene abbrustolito anche del pane:

Durante la serata a lume di lampade a olio i discorsi affrontati sono stati molti, fra cui numerosi aneddoti sullo stile di vita della nostra guida Katia, che però rimanderò alla prossima puntata...