mercoledì 24 febbraio 2010

Totyna's birthday!!!

L'inverno di Montreal come abbiamo detto, non delude le attese, almeno durante il periodo delle vacanze natalizie, regalando alla Totyna per il giorno del suo 22esimo compleanno (2 gennaio) un bel po' di neve, ovvero divertimento e spettacolo sulle piste da sci di fondo del mitico Mont Royal!
La prima volta i due Totani erano riusciti a fare poco più della metà del tracciato "intermediate", desistendo però sulla via del ritorno, scorciando il tragitto prendendo un bel contromano a fari spenti. Eh si, anche le piste di fondo possono essere a senso unico, come le vie in Venezia. Però questa volta la Totyna sembra decisa, per il suo compleanno vuole fare tutta la pista: 10.5 Km. Arriviamo quindi al Beaver's lake dove noleggiamo l'attrezzatura, e ci addrentiamo nel bosco in mezzo ad una discreta nevicata. Nonostante la neve e la temperatura siberiana la Totyna pare felice:

Sugli sci di fondo si sa, il difficile è la discesa, durante la quale non si ha quasi nessun controllo sugli sci (almeno, noi non ce l'abbiamo), e allora il Toty tutto fiero filma la sua dolce metà mentre scende senza alcun tipo di timore:


...e invece si. Della serie "non ci si può distrarre un attimo...". Intanto il bosco si fa più bianco mano a mano che saliamo versa la vetta vertiginosa (233m, ok è poco, ma farseli con gli sci un è mia pòo), e di tanto in tanto incontriamo altri sciatori:

La Totyna è sempre più lanciata, nonostante i logorroici moniti continui del Toty improvvisato maestro di fondo (terza sciata della sua vita) "Peso in avanti, stendi i bracci, racchetta, quando scendi spigola, quando sali spigola, magari mangiarsi una bella spigola! (ragno, branzino)".



Insomma, la salita procede così, fra qualche foto al paesaggio, un orecchio alla costante ricerca di qualche picchio, qualche caduta, fino a raggiungere i pressi della cima Coppi-Cartier, che evidentemente più esposta a venti e tormente, si presenta così:


E' un vero e proprio palazzo di cristallo quello che ci si presenta di fronte.

Ecco la principessa del palazzo.
Quella stessa sera, usciamo a prenderci una birra in compagnia di una coppia di amici nostri, Marcello e Milly, lui siciliano d.o.c.g. e lei parecchio cinese invece. Quindi una coppia che riflette appieno l'anima di Montreal. Temperatura della serata intorno ai -17°C, passeggiata di ritorno verso casa documentata:

Marcello comincia già a gridare dal dolore dovuto all'ipotermia. Quella stessa notte infatti gli verrà amputato il birrione (o 'nchiama).

New year's eve (ovvero: smaltiamo gli arretrati)

Salve gente, l'inverno canadese prosegue sempre più strano, con poche e rare ghiacciate intorno ai -20°C e ben più frequenti caldane sopra gli 0°C che mi ricordano tanto le sciroccate che un tempo capitavano alla fine dell'inverno in quel porto mediceo di cui ormai mi sfugge il nome. Come sensazioni interiori, è chiaro, non come temperature. D'altronde tutto è relativo, e veder piovere in febbraio a Montreal fa sicuramente effetto. Ma non è di questo febbraio che voglio raccontarvi, come avrete capito dal titolo, bensì del nostro capodanno di quasi due mesi fa. A quel tempo l'inverno pareva ancora "normale", la neve scendeva senza sosta per quasi quattro giorni consecutivi, le temperature erano ancora numeri interessanti (col "-" davanti e spesso in doppia cifra) da comunicare con goia ai nostri amici e parenti nel belpaese, i giorni passavano tentando inutilmente di colmare il vuoto lasciato dalla partenza di una decina di giorni prima dello Skaffali, e allora Toty e Totyna, per sentirsi un po' meno orfani del Di Centa parmigiano, decidono di invitare un po' di gente per il 31 dicembre. L'idea è di organizzare una cena Italo-Iraniana, ed il millefoglie portato dal francese Romain può benissimo rientrare nella categoria. L'unico quebecois invitato alla festa si presenta invece con una bella torta. Si, la torta del suo compleanno (4 giorni prima) che non ha fatto in tempo a mangiare poichè gliene avevano regalata anche un'altra! Mitico riciclo! D'altronde sono tempi duri anche nel regno dell'acero.

NOTA1: prima che mi dimentichi, vi ricordate i leggendari aceri rossi? Ecco, lo sciroppo d'acero generalmente non è fatto con quegli alberi! C'è un'altra varietà di acero molto più efficiente che rende dieci volte le quantità di sciroppo, zucchero e burro prodotte dagli aceri rossi. Fra l'altro il poco sciroppo che in certe zone viene ricavato dal vero acero rosso è molto meno zuccherato e da un sapore più intenso e particolare (e più caro!). Quindi, se mai qualche vostro amico vi vorrà portare dello sciroppo d'acero di ritorno dalla sua vacanza in Canada, ESIGETE la varietà più rara e pregiata derivante dall'acero rosso, sennò che regalo è?

Ma passiamo ad una foto di gruppo da cui potete ammirare gli invitati in casa Totani (o "Toty's," o "da Antonio" se preferite).

In realtà ne manca uno, Stefano, italiano, che si presenta a serata ormai inoltrata con una confezione di amaretti piemontesi. E facciamogli sentire a 'sti iraniani cosa significa "mangiare".
Questa la creazione dei Totani per la cena:

Lo so che c'è più mozzarella in quella di sinistra! Oh allora, mi sono regolato male! Sempre grazie alla Wambina per avermi iniziato nell'arte della pizza. Oddio, un momento. Ma ora che c'è una nuova Wambina nel nucleo familiare, come si distinguono Wambina da Wambina? Non possiamo nemmeno promuovere la mamma Wambina a Wamba, essendo codesto già il soprannome del babbo...Wamba, hai già pensato ad una soluzione? La situazione è seria.
Oltre alla pizza (condita successivamente con ciliegini, rucola e parmigiano comprato a peso d'oro) le tre ragazze iraniane hanno portato un elaborato piatto tipico persiano a base di carne di manzo, vegetali più o meno noti, e spezie dal sapore delizioso ma dall'odore nauseabondo (puzzava di piedi), il tutto accompagnato da una crosta di riso appositamente lasciato appiccicare insieme in fase di cottura.

NOTA2: mentre Toty sta scrivendo questo post, dalla finestra può ammirare l'attuale nevicata, che comincia a diventare imponente.

Come dolci poi, a parte la già citata torta di compleanno di Benoit il quebecois, vecchia di 4 giorni ma ancora ottima, come tutto ciò che si trova al supermercato del resto, abbiamo il millefoglie (3 foglie) di Romain (crema pasticciera ottima, va detto), un panettone Maina comprato in zona Cesarini dal Toty, e gli amaretti. Come digestivo, anzichè un ottimo ponce o un corretto al sassolino, l'allegra brigata opta per qualcosa di più salutare, ovvero un bel coro tutti insieme intonando "Bella ciao". Da notare che solo gli occidentali e il quebecois bevono vino, quindi per i persiani non ci sono scuse, sono così al naturale, in particolare Reza, il ragazzo in felpa rossa. Si incaponisce a voler imparare tutto il testo della canzone, non senza aver prima richiesto l'intera traduzione. Quell'anima pia di Stefano (ragazzo rossiccio con occhiali che vedrete nel video a seguire) gli scandisce tutta la canzone, affinchè Reza possa trascrivere per iscritto i suoni corrispondenti a quella che secondo lui è la pronuncia corretta. La cosa incredibile è che non ci va poi nemmeno così lontano, alchè ci vede stupiti, ma tale nostra reazione segna l'inizio della fine, perchè a quel punto, galvanizzato dal successo, non la smette più e va avanti letteralmente per ore, tentando di insegnare le parole anche alle amiche iraniane.


Toty, spinto dalla disperazione, lo accontenta anche accompagnandolo con la chitarra.
Che finaccia.


"I persiani antifascisti" (citaz. Nick)
Nel finale di serata, per quanto riguarda la parte "indoor", Toty ormai ha perso il senno come dimostra quest'ultima testimonianza filmata dalla Totyna.


Tralascerò poi la storia di D.J. Bobo (da legger con la "o" chiusa, quindi niente a che vedere col mitico Rondelli), che l'iraniano Reza ha più volte tentato di propinarci da youtube, raccontando invece della nostra sortita nella Vieux Montreal (http://www.vieux.montreal.qc.ca/) per goderci i fuochi di fine anno ed un concerto tutto quebecois (e ti pareva).

La verità però è che questi quebecoises sono un po' moscini a volte, e in piazza le danze stentavano un po' a partire. Allora la nostra comitiva comincia a lanciare durante il concerto varie "danze" di gruppo, che incuriosiscono chi ci sta intorno ma che ancora non osa unirsi. "Facciamo un bel trenino", accenna il Toty facendosi ormai contagiare dallo spirito adolescenziale dell'iraniano Reza. E fu così, che sulle note dell'ennesima canzone quebecois con l'ennesimo ritmo sempre uguale, il trenino di 10 sfigati si trasforma in un attimo in un treno che prende tutta piazza Jacques-Cartier, si arricciola su se stesso all'infinito, e passa da essere un treno ad un immenso girotondo che comprende migliaia di persone, francofoni cagacazzi, anglofoni gonfi di birra Borèale, italo-canadesi a caccia di portafogli o amicizie importanti, cinesi con la puzza di aglio tatuata addosso, francesi scappati da Sacosì, ma anche turchi, spagnoli entusiasti di tutto, portoghesi, vietnamiti, coreani, indiani che scuotono la testa-vallo a sapere se dicono "no non mi piace il girotondo" o "si mi piace"-, arabi di ogni dove, qualche yankee espatriato per via dell'assicurazione sanitaria, italiani in fuga senza cervello, iraniani in fuga dal servizio di leva obbligatorio biennale, rumeni sfonda-soffitti a tradimento, tutti insieme a festeggiare l'arrivo di un nuovo anno, ma sopratutto a festeggiare la fine di questo anno di merda, sperando in un futuro un po' più sicuro e con sonni più tranquilli. Questa è Montreal, un girotondo di speranza fatto di gente di tutto il mondo che spera di trovare qui un paese migliore, anche se surgelato per 6 mesi l'anno.
Alla fine, il concerto finisce, la folla si rintana al chiuso ad una velocità inaudita, ed io e Totyna ci avviamo in una romantica passeggiata notturna sotto la neve per tornare a casa, visto che la metro è ormai chiusa. Il nostro itinerario passa per Chinatown, dove notiamo quest'auto:

Nel paese dove la traduzione è d'obbligo, Toty provvede immediatamente a tradurre la frase sull'auto parcheggiata successiva:

Wamba, poi dinne male, lo sai cos'avrei potuto scrivere...