giovedì 13 maggio 2010

Le massacre des Penguins - Go Canadiens!

In seguito alla notte brava dei Totani ma sopratutto all'email ricevuta dal presidente mancato Rasponi, mi sento in dovere di dare la mia versione dei fatti circa gli accadimenti delle ultime 24 ore a Montreal. Ieri, 12 maggio, si giocava la settima e decisiva partita fra i Canadiens di Montreal e i Pittsburgh Penguins. Prima concedetemi due righe di storia. I Montreal Canadiens sono la squadra che vanta il maggior numero di vittorie della Stanley Cup, ben 24, nella NHL (National Hockey League), praticamente la Juve dell'hockey nordamericano (Citaz. Scaffardi). L'unico problemino è che l'ultima l'hanno vinta nel '93. Il torneo prevede una stagione regolare per la Eastern Conference (dove militano i Canadiens) e la Western Conference. Ogni Conference gioca i suoi play-off a fine stagione e le due vincitrici si sfidano infine per la Stanley Cup. Ora, c'è da dire che i Canadiens hanno fatto una stagione pessima, riuscendo solo nel finale a guadagnarsi l'ultimo posto disponibile nei play-off. Ogni scontro dei play-off si svolge al meglio di 7 incontri, ovvero vince chi arriva prima a 4 vittorie, giocando ogni 2 giorni. I Canadiens incredibilmente battono ai quarti di finale gli strafavoriti Washington Capitals per 4-3 con ben 2 vittorie fuori casa, e in semifinale incontrano i campioni in carica, ovvero i vincitori della Stanley Cup 2009, Pittsburgh Penguins. Incredibilmente riescono a vincere tutti i match in casa, arrivando sul 3-3. L'ultimo match, ieri, si è giocato a Pittsburgh, favorita in questo dal pessimo piazzamento dei Canadiens ai play-off. I titoli dei giornali ieri mattina scrivevano cose tipo "Crediamoci almeno un po'", la disfatta era già nell'aria, i Penguins in casa non perdono mai, e sono trascinati dal loro capitano, nonchè capocannoniere della lega, Sidney Crosby, 23 anni, guarda caso canadese della Nova Scotia. Il Toty segue a fasi alterne le 6 partite coi pinguini, l'ultima in casa induce qualcuno a sperare nel miracolo della vittoria esterna finale, ma in città regna lo scetticismo. Toty ieri si concede un doppio a tennis, una sconfitta epocale fra l'altro, e nota che nei campi circostanti, verso le 18.30 non c'è più anima viva. Sono tutti davanti ad un televisore per la partita (inizio ore 19.00). Con calma, Toty torna in downtown e alle 20.10 prende il bus per tornare a casa. Monta sul bus e sente la radiocronaca della partita. Chiede al conducente il risultato. "3-0 per i Canadiens". Incredibile. Allora Toty gli dice "allora vada veloce così vado a casa a vederla, lasci perdere i semafori rossi, tanto per strada non c'è nessuno, sono tutti a vedere la partita". Durante il secondo tempo (ce ne sono 3) segnano il 4-0. L'autista con un sorrisino rilassato si gira e mi fa "c'est un massacre". Ogni donnina ultra 70enne che monta sull'autobus chiede il risultato e gioisce come una 15enne, un'altra signora chiede all'autista di accelerare perchè, come me, vuole vedersi almeno l'ultimo tempo in tv. Per strada gente che già fa festa, un tipo sventolando una bandiera per poco non finisce sotto il bus. Io cauto dico all'autista "Sa, io sono italiano, da noi finchè la partita non è finita nessuno fa festa". Lui mi dice "Ah, siete superstiziosi", "no", dico io, "è che siamo a metà partita, è ancora lunga". Lui non si tasta i coglioni, perchè non è superstizioso appunto, e mi da ragione, ma il sorrisetto resta stampato in faccia.
Per farla breve Toty arriva a casa e guarda il resto del match con la Totyna. I Canadiens battono i pinguini 5-2. E' il delirio. I Totani non resistono a fare un giro in St. Catherine:

Toty e Totyna non esitano un attimo a salire sul carro del vincitore, risultando immortalati in innumerevoli filmati amatoriali di passanti, cantando slogan come "Go Habs go" (diminutivo anglofono di Les Habitants) e il classico internazionale "ole ole ole ole ooole ooole". Toty in mezzo ai festeggiamenti rimembra con un dolce tuffo al cuore l'ultima promozione del Livorno in A, quell'invasione di campo al termine di Livorno-Brescia 3-0:

...
Gente inneggia già alla coppa (manca la finale della Eastern Conference e la finale assoluta) con solgan tipo "we want the cup", altri portano in corteo una coppa di cartone come buon auspicio, gli slogan anglofoni si confondono con quelli francofoni, chi li chiama "Habs", chi "Nos Glorieux" (Citaz. Mordecai Richler), cinesi con indosso magliette di Cammalleri (l'attaccante di origini siciliane) corrono e saltano come dei matti, numerosi slogan tutti per il portiere Halak (percentuale di parate 96%, ovvero il motivo principale per cui i Canadiens sono in finale).
Ad un certo punto i Totani vedono un tizio con un pinguino gigante sollevato a mò di trofeo, poi alcuni teppisti montano su una specie di rimorchio dell'immondizia e allora arriva la polizia a cavallo, si avete capito proprio bene, i poliziotti arrivano a cavallo in mezzo alla folla pressata, per farli scendere. Fino a stamani ero in dubbio se scrivere questo post, ma poi il Rasponi mi manda questo link di Repubblica, togliendomi ogni dubbio:


http://www.repubblica.it/sport/2010/05/13/foto/hockey_botte_da_orbi_dopo_la_partita-4028185/1/

Osservate in particolare la foto 9 di 14. Confrontatela con questa:

Falò con bandiera dei Penguins + articoli di giornale che prevedevano una sconfitta scontata degli Habs.
Ok, so già che qualcuno obietterà "poteva essere un altro falò, la foto è tutta sfocata, non si vede niente". Allora guardate ora la foto 14 di 14 e confrontatela con queste:
Confrontate in particolare i cartelli luminosi sul lato opposto della strada, e a quel punto non vi rimarrà alcun dubbio sul fatto che i Totani siano dei teppisti, malati per i Canadiens.

La scorribanda si conclude infine con i Totani mano per la mano in Peel, vicino casa. Ad un certo punto incrociano un gruppo di esagitati, un uomo di colore per simpatia d'improvviso si volta verso di noi e caccia un urlo sovrumano in faccia alla Totyna, del resto qui esultano così, quando non si danno le botte in testa, altra manifestazione di affetto e gioia. La Totyna rischia l'infarto, la risata è generale, compreso il Toty, che però torna immediatamente serio quando la sua metà si volta a guardarlo incredula. Quando da piccini ci dicevano "Se non fai il bravo arriva l'uomo nero"...

sabato 8 maggio 2010

Un tranquillo week-end...coi cani da slitta!!! - Parte II

Eravamo rimasti alle chiacchiere intorno alla stufa, dopo cena, nella baita sperduta nel parco di Mont-Laurier. Katia, una ex-poliziotta ranger-guida-guardia forestale ecc....ci elenca tutti gli animali presenti in zona: i nostri amatissimi castori (impossibili da vedere in inverno, poichè lo passano nella "casa", eccetto rapide scorribande per attingere alle provviste di cibo, ma il tutto sotto la crosta ghiacciata dello stagno che si costruiscono tramite dighe), alci, cervi, orsi neri e lupi. Ci spiega che gli orsi escono dal letargo proprio in questo periodo (fine marzo), e quando lo fanno, per il primo mese circa osservano una rigorosa dieta vegetariana. Vi chiederete perchè. Lo so, gliel'ho chiesto anch'io, e la risposta ha dell'inverosimile. Dopo aver dormito quasi tutto l'inverno, mangiando pochissimo, l'orso ha l'apparato digerente "bloccato". Beh, in realtà è un eufemismo, Katia ha proprio detto che hanno un tappo al culo che gli impedisce...beh insomma avete capito (lungi da me il voler essere scurrile!!!). Quindi hanno bisogno di vegetali per sbloccare la situazione. Ora, il problema è che quest'anno ha cominciato a fare "caldo" molto presto, gli orsi sono usciti dal letargo in anticipo ma ancora di foglie e piante verdi in giro nemmeno a parlarne. Ci sono le loro prede di sempre, ma se le mangiassero peggiorerebbero ancora di più la situazione del tappo intestinale...e allora? Katia non ha risposta, a parte prevedere una considerevole morìa di orsi...la natura a volte è spietata. Poi le chiedo se davvero ci si potrebbe imbattere in qualche lupo, e allora lei mi dice che in inverno non ne ha mai visti in giro nella foresta, ma solo...nelle TRAPPOLE!!! In che senso trappole? Katia in tranquillità ci dice che caccia, e non solo col fucile, ma con le trappole, quei simpatici marchingegni che a volte fanno sì che l'animale soffra per giorni e giorni prima di morire dissanguato o di fame. Figuratevi la reazione della Totyna ambientalista-animalista. Ma non è finita qui. Quali altri animali cacci Katia? Beh, i castori, le alci, i cervi, tutti! I castori??? E lei : "certo, l'hai mai mangiata la carne di castoro? E' davvero molto gustosa, veramente, dovreste provarla. E poi del castoro si vende la pelliccia.". Allora Toty, che cerca come sempre di stemperare gli animi, chiede se vi sia qualche forma di regolamentazione per il numero di capi da poter abbattere durante la stagione della caccia e Katia spiega che nel parco, come in ogni altro, si tiene il conto del numero medio di animali per specie, e in base al conto ogni hanno viene concesso un certo numero di license: ad esempio l'ultimo anno era consentito ammazzare un alce ogni 3 cacciatori, quindi si creavano questi gruppi di cacciatori che insieme potevano uccidere un solo alce, aiutandosi a vicenda. Sorvolerò sui dettagli con cui ci ha descritto come pulire le viscere di animaletti della stazza di un alce o un orso, il tutto chiaramente a mani nude. Poi Katia ci spiega che spesso per cacciare passa le notti nella foresta, dormendo all'aperto, sciacquandosi di tanto in tanto con l'acqua di fiumi, laghi ghiacciati... figuratevi che quella notte ha dormito fuori dello chalet con 2 cani!!! Lei dice che nello chalet con la stufa fa troppo caldo...vi ricordo che fuori ci sono i laghi ghiacciati! Eccone le prove:

Il prossimo filmato, preso direttamente da Rieducational Channel, vede Katia protagonista di una sottile spiegazione sulla procreazione canina:


Insomma, questa Katia ha uno stile di vita così animalesco che anche il fidanzato si lamenta del fatto che fra gite coi cani, caccia ecc. lei dorma nella foresta circa 200 giorni l'anno...
Ecco quella specie di divanetto (fuori dallo chalet) su cui Katia dormirà quella notte bella abbracciata a 2 cani:

Per avere un'idea della temperatura esterna, notate com'è vestito Scarface. Già, Scarface... l'indomani mattina lui e la sorella giocano allegramente fuoi con dei ramoscelli, intorno a loro ci sono un paio di cani sciolti, fra cui l'husky che vedete sul divano. Qualcosa andrà storto, e la natura decide di punire il bambino iperattivo con una cicatrice in volto che gli ricorderà per il resto della sua vita che con la natura non si scherza...specialmente in Canada! Lo so, è una storia triste, ma del resto poteva finire anche peggio, dopotutto il bambino è ancora vivo, e del resto qui la natura è davvero spietata.
A questo punto, riassumiamo con ordine i vari protagonisti del tranquillo week-end:

Fabrizio il siculo, accanto ad uno smagrito Toty.

Sebastien il francesino smilzo.

Babbo franco-canadese con Scarface in fin di vita nella slitta e sorella. In particolare in questa foto potete osservare come la carovana di slitte eviti di passare sul lago ghiacciato a causa della temperatura tropicale (più di 5°C quel giorno).

I Totani in coppia pronti a partire con la loro slitta.

Ancora Fabrizio e Sebastien, mentre uno dei cani della loro slitta scatta la foto in modo impeccabile.




Giovani livornesi e non si divertono in slitta.



In questo filmato è condensata tutta l'essenza del Canada...



Toty e Totyna alle prese coi lavori forzati...
Ed infine una bella foto di gruppo!


Ehi un momento, ma manca Scarface...


Il bambino era rintanato in auto, solo con la sua cicatrice in volto, ma tuttavia sorridente...ci saluta dal vetro, ignaro dell'esistenza da gangster che lo attende a causa del trauma di cui è stato vittima.