Immaginatevi il Toty, fra i 16 e i 18 anni, frignoloso, capelli taglio "il fratello lezzo di Jesus Christ Superstar", in una tiepida giornata di primavera, in casa della su nonna (attuale residenza labronica del Toty), Eulalia, al quinto piano di un palazzo popolare nel quartiere popolare delle Sorgenti a Livorno. Forse già allora inconsapevolmente il Toty cominciava a nutrire quell'insana passione per la cucina che l'ha attanagliato negli ultimi anni, e forse la nonna spagnola nata e cresciuta in Marocco ma residente da 40 anni in Italia ha contribuito a stuzzicarne la curiosità anche nei confronti di cucine straniere ed esotiche. Sta di fatto che quel buffoncello adolescente già più di 10 anni fa muoveva i primi passi nel mondo della cucina multi-etnica, in particolare per realizzare dei dolci tipici spagnoli (probabilmente del sud, Andalusia, regione d'origine della famiglia di Eulalia, visto che Josè Azana, spagnolo doc di Toledo, non li ha mai sentiti nominare!) chiamati Rosquitos. Fare i Rosquitos era un rito, necessitava di almeno 3 persone: nonna Eulalia senza la quale non c'era speranza che venisse qualcosa di decente, mamma Francesca che in genere si occupava della frittura (fase finale) e qualcuno abbastanza robusto da riuscire a lavorare l'impasto. In mancanza di persone robuste quella fase spettava appunto a me. E' proprio il caso di dirlo, oltre che giocando la schedina, mi sono fatto ir fìsi'o a fare i rosquitos. Era una specie di catena di montaggio: Eulalia preparava tutto, il povero cristo lavorava la pasta e insieme alla nonna preparava i rosquitos nella loro tipica forma a "ciambellina", mentre mamma Francesca li friggeva. La quantità tipica era 2 kili (di farina), quindi i dolci potevano durare anche 2 settimane, e la magia di questi dolci è che più invecchiano, e più sono buoni.
Sta di fatto che meno di un mese fa, subito prima di Natale, il Toty, in un momento di malinconia nei confronti della nonnina e di quel rito familiare, si è deciso a tentare, per la prima volta da solo, di fare i Rosquitos in terra ibernata. Alla decisione seguì un misto di eccitazione e paura, paura di fallire senza l'aiuto della nonna. Passiamo quindi ad illustrare i vari passaggi.
Gli ingredienti sono tutti facilmente reperibili, compreso il lievito per dolci e la vaniglina. Qui il dramma è il lievito fresco per la pizza (Wamba, ma Wambina dove lo trovava???). Passiamo alla ricetta vera e propria:
ROSQUITOS
Ingredienti:
1 Kg di farina
1/2 Kg di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina
scorza di arancio grattugiato (2 aranci interi)
semi di anice (quantità a piacere)
1 bicchiere di olio di semi
8 uova
olio di semi per friggere (tanto)
zucchero a velo
Procedimento
Mettere tutta la farina e lo zucchero su un piano di lavoro e mischiarli fra loro. Dopodichè ricavare un incavo nella parte centrale della montagnola ottenuta. Nell'incavo mettere tutte le uova (il contenuto delle uova, non il guscio!), l'arancio grattugiato, la vaniglina, il lievito sciolto in poca acqua calda, e in ultimo il bicchiere d'olio con i semi di anice dentro, precedentemente scaldato sul fuoco (con l'anice già dentro). Nota: il Toty, mettendo le uova e l'olio nell'incavo, si è accorto che l'incavo in questione era troppo piccolo, ottenendo come effetto uova e olio sparsi un po' ovunque (è colato anche nella lavastoviglie...). Quindi fatelo largo il buco! Amalgamare tutto in fretta (è una parola....sono quasi 2 kili di roba!) per evitare di cuocere le uova. Lavorare l'impasto a lungo e con energia finchè la pasta non si stacca dalle mani con facilità.
Dopodichè friggere le roschette in olio di semi già molto caldo. Ogni tanto va cambiato l'olio nella padella. Il Toty per 1 Kg di farina ha cambiato l'olio 1 volta a metà del lavoro. Per friggerli tenerli poco, tipo 4 minuti su un lato e poco più di 2 sull'altro. Toglierli dall'olio, scolarli, e metterli in un recipiente con scottex sul fondo per farli asciugare. Quando sono meno caldi, passarli in un misto di zucchero e zucchero a velo.
Nota finale: i rosquitos presentano una consistenza croccante fuori, e morbida dentro. Nel profumo si avverte l'aroma dell'arancio e nel sapore l'anice deve spiccare. Ricordano vagamente i cenci di Carnevale, o chiacchiere. Io li consiglio dopo OGNI pasto, e specialmente a colazione inzuppati nel latte!
Conservarli coperti ermeticamente, per evitare che si secchino.
Sta di fatto che meno di un mese fa, subito prima di Natale, il Toty, in un momento di malinconia nei confronti della nonnina e di quel rito familiare, si è deciso a tentare, per la prima volta da solo, di fare i Rosquitos in terra ibernata. Alla decisione seguì un misto di eccitazione e paura, paura di fallire senza l'aiuto della nonna. Passiamo quindi ad illustrare i vari passaggi.
Gli ingredienti sono tutti facilmente reperibili, compreso il lievito per dolci e la vaniglina. Qui il dramma è il lievito fresco per la pizza (Wamba, ma Wambina dove lo trovava???). Passiamo alla ricetta vera e propria:
ROSQUITOS
Ingredienti:
1 Kg di farina
1/2 Kg di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina
scorza di arancio grattugiato (2 aranci interi)
semi di anice (quantità a piacere)
1 bicchiere di olio di semi
8 uova
olio di semi per friggere (tanto)
zucchero a velo
Procedimento
Mettere tutta la farina e lo zucchero su un piano di lavoro e mischiarli fra loro. Dopodichè ricavare un incavo nella parte centrale della montagnola ottenuta. Nell'incavo mettere tutte le uova (il contenuto delle uova, non il guscio!), l'arancio grattugiato, la vaniglina, il lievito sciolto in poca acqua calda, e in ultimo il bicchiere d'olio con i semi di anice dentro, precedentemente scaldato sul fuoco (con l'anice già dentro). Nota: il Toty, mettendo le uova e l'olio nell'incavo, si è accorto che l'incavo in questione era troppo piccolo, ottenendo come effetto uova e olio sparsi un po' ovunque (è colato anche nella lavastoviglie...). Quindi fatelo largo il buco! Amalgamare tutto in fretta (è una parola....sono quasi 2 kili di roba!) per evitare di cuocere le uova. Lavorare l'impasto a lungo e con energia finchè la pasta non si stacca dalle mani con facilità.
Dopodichè friggere le roschette in olio di semi già molto caldo. Ogni tanto va cambiato l'olio nella padella. Il Toty per 1 Kg di farina ha cambiato l'olio 1 volta a metà del lavoro. Per friggerli tenerli poco, tipo 4 minuti su un lato e poco più di 2 sull'altro. Toglierli dall'olio, scolarli, e metterli in un recipiente con scottex sul fondo per farli asciugare. Quando sono meno caldi, passarli in un misto di zucchero e zucchero a velo.
Nota finale: i rosquitos presentano una consistenza croccante fuori, e morbida dentro. Nel profumo si avverte l'aroma dell'arancio e nel sapore l'anice deve spiccare. Ricordano vagamente i cenci di Carnevale, o chiacchiere. Io li consiglio dopo OGNI pasto, e specialmente a colazione inzuppati nel latte!
Conservarli coperti ermeticamente, per evitare che si secchino.
e lo sapevo che prima o poi la tu nonna ce la dovevi ficcà, stavo ad aspettare il momento.
RispondiEliminaDovete sapere, cari lettori, che quando s'era in coppia in casa sottoterra delle strafighe, ad ogni mio (raro) cimento in cucina si materializzava il fantasma dell'Eulalia ("La mi nonna l'olio ce lo mette dopo", "La mi nonna ce lo tiene 4 ore", "La mi nonna un lo fa davvero così", ecc) con il disappunto che mi montava della serie "ora te la tiro cotesta padella". Devo però ringraziarla perchè nonostante la petulanza del nipote i consigli sul sugo e su altre ricette per noi risultate vitali per la permanenza in canada erano azzeccati. Moh li provo questi rosquitos.
deh il lievito un me lo ricordo, forse da Milano a Giovanni Taloni? Chiedo alla Fra se se lo ricorda, lei di montreal si ricorda TUTTO.
Ah, ecco ora ricordo: la storica disputa tra olio di oliva e olio di semi!!!! Scontro titanico fra Nonne. Te lo ricordi? Mi è rivenuto in mente vedendo l'olio di semi negli ingredienti!
RispondiEliminaIl tutto aggravato dall'incauta affermazione dell'iraniano sparapalle (è nota a tutti l'importanza planetaria della cucina iraniana) che l'olio di oliva è cancerogeno, "è molto meglio il burro", al che il Wamba si sfava come una iena: "IF YOU USE BUTTER, YOU DIE!!"
"La mi nonna frigge coll'olio di semi!!! Inutile friggere con l'olio e.v. d'oliva, e oltretutto con l'olio di semi il fritto è più leggero!". Questa era la diatriba fra me e te lo scorso anno nella cucina/scantinato. Mentre nell'occasione che menzioni riguardo a Hossein, avesti il mio pieno appoggio!
RispondiEliminaRicordati di chiedere a Wambina del lievito fresco.
P.S.: Da Milano non c'andiamo più, c'ho letiato...
Toty
La mia di nonnina i biscotti all'anice (come tutto il resto) li fa con lo strutto... così vengono ancora più leggeri!
RispondiEliminaE invece la Fra mi conferma Milano. Alla fine si andava quasi solo per quello. Deh se ciai letiato guarda di sletiatti presto sennò nisba pizza (guarda, sto male per te non sapendoti pizzato...davvero..è anche un diritto elementare per Ila, come l'aria e l'acqua..)
RispondiEliminaTranquillo, la pizza l'ho fatta a capodanno col lievito secco per fare il pane. E' venuta bene cmq. Però se trovo quello fresco lo prendo, sai, sono un abitudinario.
RispondiEliminascusa ma secondo me devi provare a friggerli in un recipiente con la base piccola e alto (tipo pentolino per scaldare il latte) e metterci TANTO olio di semi in modo tale che quando ci metti unrosquito ci galleggia dentro. così non ti si impolpano...dai retta a me...provaci...
RispondiEliminaMa chi t'ha detto che si impolpano??? Sono venuti perfetti!!! Arrivi alla fine di tutta una disquisizione e pretendi di capire e dare anche i consigli...sei un fenomeno (come dici te).
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