sabato 16 gennaio 2010

Mont-Royal mon amour - Slittini

Vi chiederete dove vanno in inverno le allegre famigliole montrealine durante il w.e. a sfogare, tramite varie attività ludiche sulla neve, tutta la loro energia in eccesso derivante dagli ormoni presenti nella carne di Angus, di cui si cibano abitualmente con voracità. E' facile capirlo se si pensa che, per divertirsi sulla neve, serve non solo la neve, ma anche un minimo di pendenza. E quindi, dove ce ne andiamo se non sul Monte! Il mitico Mont-Royal, onnipresente in ogni foto panoramica che mostri la downtown di Montreal, ai piedi del quale ormai ben 400 anni fa (wow che storia) un certo Samuele de Champlain fondò un porticciolo sul fiume e un accampamento di scambio di pellicce. In culo agli animalisti.
Certo, chiamarlo monte...ci vuole un po' di coraggio, visto che l'altezza è 233m (ricordiamo che Montenero è 313m), però il suo fascino è indiscutibile. E d'inverno oltretutto diventa la patria degli sport ricreativi invernali per tutti coloro che non possono permettersi, o non ne hanno il tempo, di uscire dalla città per praticarli: pattinaggio sul ghiaccio all'aperto sul lago ghiacciato, ciaspolate nel bosco, ma sopratutto sci di fondo e discesa con gli slittini!!!
Prendete 2 italiani, un cileno, 3 iraniani e un quebecois, dategli uno slittino e un crazy carpet (tappetino di plastica con attrito sulla neve pari a 0, che va dove cazzo gli pare) e metteteli su una discesa innevata, dopodichè circondateli di famigliole e sopratutto di un casino di bambini impazziti che ignorano cosa sia il buon senso. Ah, dimenticavo, lo ignorano anche i genitori.

Ecco l'allegro inomogeneo gruppetto di intrepidi discesisti all'arrivo sul ripidissimo crinale. Manca solo l'iraniano Reza, che faceva la foto. A quel punto, uno dopo l'altro, abbiamo cominciato a rodare gli slittini, quello rosso comunista della coppietta ittica e il crazy carpet di Francisco. In breve, tutti si rendono conto delle immense potenzialità del crazy carpet (c.c.), tipo la traiettoria totalmente casuale che il discesista non può minimamente controllare, la possibilità di scendere in 2 o più, e la velocità smodata che può raggiungere grazie all'attrito nullo. Il Toty si incupisce un po', il suo slittino è anche più caro...però si consola presto quando si cominciano a formare gruppi di 3-4 persone per volta che scendono col c.c.. L'unico aspetto veramente irritante, resta la presenza di bambini ovunque che si lanciano giù alla spicciolata in continuazione senza prima guardare minimamente se la pista sia libera o no. Per il gruppetto di amici è davvero troppo, e così comincia.....LA CACCIA AL BAMBINO.


Il labronico "aiò aiò aiò" accompagna l'attimo clou in cui l'iraniana Shervin riesce a mietere la prima vittima. Trattasi putroppo però di un "iron child", tant'è vero che subito dopo essere stato abbattuto, si rialza e riporta lo slittino in cima alla salita per ripartire, più allegro che mai.


Qui le ragazze ci riprovano, ma stavolta la mira non è delle migliori. Poi è la volta dei 4 ragazzi, Toty compreso, che però viene miseramente abbandonato a metà della discesa, come un bastardo a bordo dell'autostrada. Notare inoltre in che modo strafottente Toty ed altri della combriccola chiedono con insistenza a nanetti vari di togliersi di mezzo in modo da permettere la macchinosa manovra. Notare anche che il Toty sta in coda al trenino...

Infine, le 3 ragazze tentano ancora il bis, e non centrano l'ennesimo sventurato bambino per una questione di pochi centimetri...


Subito dopo potete notare il babbo del bambino che, resosi conto che il bimbo si è salvato solo per miracolo, con le lacrime agli occhi gli corre incontro prendendolo subito in collo e allontanandolo dal campo di battaglia, felice di avere ancora un figlio.
L'indiscutibile vittoria sul campo gasa a tal punto il gruppo che ognuno di loro si sente ormai soddisfatto, e si concede il riposo del guerriero allo Chalet del Beaver's Lake, fra una cioccolata calda e un muffin allo sciroppo d'acero.

Ecco il gruppo felice dopo aver fatto il conto dei bambini investiti.

venerdì 15 gennaio 2010

Orphelins du Noel

Con l'avvicinarsi del Natale Toty si era sempre più convinto che la canzoncina "Bianco Natal" fosse stata scritta apposta per loro. Ci rimase molto male quando seppe che anche un simpatico sindaco leghista aveva lanciato una divertente campagna razzista con lo stesso slogan, facendogli fra l'altro ricordare uno dei motivi principali per cui aveva lasciato il Belpaese.
Le giornate procedevano fra una nevicata e l'altra, i camion passavano inondando di sale ogni strada, i grandi spazzaneve liberavano le strade e i piccoli spazzaneve liberavano i marciapiedi, il Natale intanto si avvicinava e Toty&Totyna si preparavano a passarlo per conto loro, con qualche bella abbuffata "tete a tete". Questo però è il paese delle sorprese, e anche qui, nonostante le scarse amicizie, ma con un senso forsennato del Natale, sempre in Zona Cesarini, da noi molto amata, ricevemmo l'invito per un pranzo di Natale. Nome dell'evento su Facebook: "Noel des orphelins". Natale degli orfani...Toty ci riflette un attimo, meglio "Gli orfani del Natale", rende di più l'idea. Infatti l'idea di Stephanie, colei che avrebbe ospitato l'evento, era proprio quella di riunire insieme persone che non avevano a Montreal la famiglia con cui trascorrere il Natale.
Lo so. Sembra triste. Sembra una storia uscita da un libro di Charles Dickens.
Ma ormai, per esperienza personale ho imparato una cosa: quando si prende una stanza e la si riempie di cibo, gente, vino rosso, una chitarra e un Tartufone con la cioccolata fusa sopra, il successo è assicurato. Ecco che allora il Toty pensa subito di sfruttare i suoi rosquitos da portare, la Totyna si adopera per fare le sue famose polpette di carne in salsa (bòne come quelle DELLA MI NONNA!!!) e via, tutti da Stephanie per Natale!
Il Toty, la mattina del 25, spavaldamente rassicura la Totyna dicendo che conosce perfettamente la strada in cui abita Stephanie, che è appunto Hutchison, la strada in cui Wamba e Toty hanno condiviso il tugurio per 4 mesi. "Ci andiamo a piedi, è vicino. Per essere lì all'una e mezzo basta partire verso l'una e dieci."
...
Wamba ricordi? Ricordi come ci sembrò curioso che oltre il Mont Royal, dal lato opposto al quale vivevamo noi, a nord, riprendesse Hutchison? Toty se l'era dimenticato...ma una Totyna veggente subito prima di uscire di casa chiede al mollusco convivente: "guarda bene su google il numero civico dov'è". Toty guarda. Panico! Ma è dall'altra parte del monte!!!
Ok, possiamo parlarne delle responsabilità del Toty, ma a voi vi pare normale che in Canada c'è una strada, poi la strada si interrompe a ridosso di un monte, e dall'altra parte del monte ricomincia con lo stesso nome, come se l'avesse attraversato con un tunnel, che però non c'è??? Ok a Livorno c'è via del Pino, ma l'hanno divisa dopo aver costruito la Variante! O Forse il Mont-Royal l'hanno costruito anche quello!?! Oltre tutto, oltre a dover prendere 3 linee della metro per arrivarci, il posto si trova sulla linea blu, zona famosa per il traffico di droga, attività suddivisa fra due diverse bande, i blu e i rossi, senza contare i banditi motociclisti appartenenti al gruppo "Hells Angels" (http://www.youtube.com/watch?v=PXCaiobeTNg). Toty, all'arrivo della fermata metro di Outremont (oltre il monte, capite? Anche il nome della metro mi derideva...) si aspetta un posto tipo Shangai o Corea, coi buini che lanciano le siringhine tipo tiro al bersaglio contro i passanti, e invece...il quartiere più sicuro del mondo. Qui evidentemente anche la malavita è civile...Ma passiamo alla descrizione degli orfani invitati. Il buon Pepe, un siciliano organizzatore del No-B-day di Montreal, si è presentato con un pasticcio di pasta alla siciliana favoloso, e quindi diventa subito amico del Toty. Come se non bastasse è suo anche il Tartufone con la cioccolata fusa, quindi diventa uno dei migliori amici del Toty. Ci sono altri 2 italiani, una coppia con lei che vive e lavora qui, e lui che spera di tornarci a studiare musica, mentre per il momento è venuto solo a trovare la fidanzata. Poi però ce n'è un'altra che non pare italiana, parla francese e inglese, ma si scopre chiamarsi Nadia Bini... e poi la padrona di casa, Stephanie, capisce e parla un po' d'italiano, c'è stata in vacanza. Beh insomma, il Belpaese è onnipresente! C'è poi una franco-canadese che ha portato non una ma 2 chitarre, e un altro paio di quebecoises a caso.
Il momento più toccante è l'allestimento del tavolo con le varie pietanze cucinate, fra cui, oltre alle polpette della Totyna, anche del pollo in salsa tonnata, riso alla cipolla (credo), insalate varie, tiramisù, ecc ecc ecc.

Tavolata dell'abbuffata degli Orfani del Natale.
Se i poveri orfanelli potessero permettersi una tavolata come questa...
Verso le 19.30, riusciamo ad arrivare al dolce...che a volte, anche più degli alcolici, può dare alla testa...

giovedì 14 gennaio 2010

L'angolo delle ricette - Rosquitos

Immaginatevi il Toty, fra i 16 e i 18 anni, frignoloso, capelli taglio "il fratello lezzo di Jesus Christ Superstar", in una tiepida giornata di primavera, in casa della su nonna (attuale residenza labronica del Toty), Eulalia, al quinto piano di un palazzo popolare nel quartiere popolare delle Sorgenti a Livorno. Forse già allora inconsapevolmente il Toty cominciava a nutrire quell'insana passione per la cucina che l'ha attanagliato negli ultimi anni, e forse la nonna spagnola nata e cresciuta in Marocco ma residente da 40 anni in Italia ha contribuito a stuzzicarne la curiosità anche nei confronti di cucine straniere ed esotiche. Sta di fatto che quel buffoncello adolescente già più di 10 anni fa muoveva i primi passi nel mondo della cucina multi-etnica, in particolare per realizzare dei dolci tipici spagnoli (probabilmente del sud, Andalusia, regione d'origine della famiglia di Eulalia, visto che Josè Azana, spagnolo doc di Toledo, non li ha mai sentiti nominare!) chiamati Rosquitos. Fare i Rosquitos era un rito, necessitava di almeno 3 persone: nonna Eulalia senza la quale non c'era speranza che venisse qualcosa di decente, mamma Francesca che in genere si occupava della frittura (fase finale) e qualcuno abbastanza robusto da riuscire a lavorare l'impasto. In mancanza di persone robuste quella fase spettava appunto a me. E' proprio il caso di dirlo, oltre che giocando la schedina, mi sono fatto ir fìsi'o a fare i rosquitos. Era una specie di catena di montaggio: Eulalia preparava tutto, il povero cristo lavorava la pasta e insieme alla nonna preparava i rosquitos nella loro tipica forma a "ciambellina", mentre mamma Francesca li friggeva. La quantità tipica era 2 kili (di farina), quindi i dolci potevano durare anche 2 settimane, e la magia di questi dolci è che più invecchiano, e più sono buoni.
Sta di fatto che meno di un mese fa, subito prima di Natale, il Toty, in un momento di malinconia nei confronti della nonnina e di quel rito familiare, si è deciso a tentare, per la prima volta da solo, di fare i Rosquitos in terra ibernata. Alla decisione seguì un misto di eccitazione e paura, paura di fallire senza l'aiuto della nonna. Passiamo quindi ad illustrare i vari passaggi.
Gli ingredienti sono tutti facilmente reperibili, compreso il lievito per dolci e la vaniglina. Qui il dramma è il lievito fresco per la pizza (Wamba, ma Wambina dove lo trovava???). Passiamo alla ricetta vera e propria:
ROSQUITOS
Ingredienti:
1 Kg di farina
1/2 Kg di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina
scorza di arancio grattugiato (2 aranci interi)
semi di anice (quantità a piacere)
1 bicchiere di olio di semi
8 uova
olio di semi per friggere (tanto)
zucchero a velo

Procedimento
Mettere tutta la farina e lo zucchero su un piano di lavoro e mischiarli fra loro. Dopodichè ricavare un incavo nella parte centrale della montagnola ottenuta. Nell'incavo mettere tutte le uova (il contenuto delle uova, non il guscio!), l'arancio grattugiato, la vaniglina, il lievito sciolto in poca acqua calda, e in ultimo il bicchiere d'olio con i semi di anice dentro, precedentemente scaldato sul fuoco (con l'anice già dentro). Nota: il Toty, mettendo le uova e l'olio nell'incavo, si è accorto che l'incavo in questione era troppo piccolo, ottenendo come effetto uova e olio sparsi un po' ovunque (è colato anche nella lavastoviglie...). Quindi fatelo largo il buco! Amalgamare tutto in fretta (è una parola....sono quasi 2 kili di roba!) per evitare di cuocere le uova. Lavorare l'impasto a lungo e con energia finchè la pasta non si stacca dalle mani con facilità.
Toty con l'impasto ormai pronto in mano.
Toty che forma le "ciambelline" o "roschette".
Particolare delle prime roschette.
Dopodichè friggere le roschette in olio di semi già molto caldo. Ogni tanto va cambiato l'olio nella padella. Il Toty per 1 Kg di farina ha cambiato l'olio 1 volta a metà del lavoro. Per friggerli tenerli poco, tipo 4 minuti su un lato e poco più di 2 sull'altro. Toglierli dall'olio, scolarli, e metterli in un recipiente con scottex sul fondo per farli asciugare. Quando sono meno caldi, passarli in un misto di zucchero e zucchero a velo.
Particolare del prodotto finito.
Nota finale: i rosquitos presentano una consistenza croccante fuori, e morbida dentro. Nel profumo si avverte l'aroma dell'arancio e nel sapore l'anice deve spiccare. Ricordano vagamente i cenci di Carnevale, o chiacchiere. Io li consiglio dopo OGNI pasto, e specialmente a colazione inzuppati nel latte!
Conservarli coperti ermeticamente, per evitare che si secchino.

mercoledì 23 dicembre 2009

In zona Cesarini

Memori de "Gli ultimi giorni del Fuhrer" e "Gli ultimi giorni del Ché" eccoci qui a narrarvi quelli che sono stati "Gli ultimi giorni dello Skaffali", prima che decidesse di tornare nel Vecchio Mondo per mettere radici a Parigi. Eh già, perchè il nostro esperto scalatore "guasi" apprendista guida alpina, ebbe un tuffo al cuore, un vero e proprio sussulto, il giorno in cui venne a scoprire che sarebbe andato in...CANADA...
Stolti coloro di voi i quali si fecero raggirare da futili motivazioni quali l'inutilità di trovarsi contemporaneamente a entrambi i colleghi/compagni di (dis)avventure Bustarella e Zedda nei meandri dei laboratori dell'INRS di Montreal, motivazioni che solo apparenemente potevano spiegare l'arrivo di Skaffali in terra surgelata solo a settembre inoltrato. In realtà tale scelta è stata opportunamente ponderata da un freddo calcolatore, a cui ancor più della fama e del successo (ma quando mai) derivanti dai fotonici esperimenti in terra canadese, interessava una e una sola cosa, più di tutte, ovvero: la Neve. E' così che Skaffali, da quell'uggioso ma tuttavia mite giorno di Settembre in cui mise piede in Quebec, non fece altro che attendere con pazienza, giorno dopo giorno, pioggia dopo pioggia, il sopraggiungere del tanto agognato Inverno Canadese. Sta di fatto che, pur essendosi goduto il meraviglioso autunno canadese in compagnia di Bustarella e Zedda, una vocina gli ronzava nella testa fra le foglie d'acero rosse e i fiori Epilobi color magenta ("voglio la neve, voglio la neve, voglio la neve!!! Mica si può sciare sugli aceri rossi!") ricordandogli, pressante, il principale motivo della sua venuta nel nord del Nuovo Mondo. Il fatto fu che nessuno poteva presagire che Skaffali, in compagnia di Toty e Totyna, sarebbe incappato in quello che sarà ricordato negli annali come "il Novembre più caldo degli ultimi 116 anni". A quel punto Skaffali diventò shivo, passò gran parte del suo tempo sulle sue "sudate carte", che il Toty scoprì solo in seguito essere un estremo tentativo dello Skaffali di organizzarsi una mini-vacanza last-minute nell'estremo nord dei Territori del nord-ovest in una località denominata Yellowknife. Skaffali desistette però nell'intento della spedizione quando un amico gli confidò che a Yellowknife la temperatura media in quel periodo dell'anno era di -30°. E Skaffali pensò: "Che sfiga, a chi tutto e a chi niente! Certo deh, un ci sono più le mezze stagioni!".
E intanto il tempo passava, il freddo non arrivava e allo Skaffali "parmigiano toscano" (per capire, rileggere la battuta di Skaffali 2 righe indietro) non restava altro che consolarsi con un po' di buon jazz montrealino.

Maison du Jazz, Montreal, 10 Dicembre 2009.
Nella foto è più che evidente quanto l'umore della Totyna fosse ottimo ("Bene, siamo già a Dicembre inoltrato e ancora non sento freddo, dopotutto penso che ce la farò a superare il rigido inverno Canadese senza amputazioni delle dita di mani o piedi"), mentre addirittura Romain il francese non si curasse minimamente dello scatto della foto, rapito com'era dalla cantante jazz francofona come lui ("Voulez vous coucher avec moi, ce soir? Uh non, ca n'est pas du jazz!"), mentre dal volto di Skaffali appare più che evidente tutto il suo dramma interiore, l'espressione facciale forzata nell'inutile tentativo di dissimulare allegria e spensieratezza ("E che cazzo! Vengo in Canada per farmi una bella sciata, magari una ciaspolata nella foresta in mezzo ai lupi, una spedizione sul San Lorenzo ghiacciato volendo, e invece la volta che ci vengo io ci crescono le palme!!!", citaz. originale Mirco Scaffardi).
A complicare il tutto, rendendo il suo soggiorno a Montreal ancora più logorante, Skaffali si rende conto di abitare al secondo piano di un palazzo in St. Laurent, al cui pian terreno si trova una delle più gettonate discoteche della City. Il venerdì e sabato sera/notte Skaffali non riesce a chiudere occhio, i giovani Kujy montrealini stazionano di fronte alla discoteca fino a notte inoltrata, chi perchè è in fila aspettando di entrare sperando di essere in lista, chi perchè si fuma una sigaretta, e chi aspetta il taxi per tornarsene a casa. Ma un venerdi notte accadde l'imprevedibile, lo Skaffali si svegliò di soprassalto, urtato da cotanto silenzio che non era ormai più in grado di tollerare. Spiò dalla sua finestra ricca di spifferi siberiani senza poter presagire il motivo di cotanto silenzio, ma dopo un attimo capì: i fiocchi cadevano grossi come poponi, inducendo i kujy montrealini a starsene al chiuso! Inoltre lo spesso manto nevoso attutiva la musica "punz punz" proveniente dall'interno del locale. Skaffali era felice. Mancava ancora una settimana alla sua partenza. Ce l'aveva fatta. C'era la neve!

E' o non è il ritratto della felicità?!
Qui pattina spensierato sul ghiaccio del Quai du Vieux-port de Montreal in compagnia della Totyna, mentre il Toty è a casa a combattere la malattia (influenza) e li osserva tristemente dalla webcam puntata sulla pista da pattinaggio.

Qui è nello stesso posto, ma stavolta è il Toty a fare la foto. Romain guarda sempre la cantante francofona. Quella sera, per il ritorno di Skaffali in terra pisana l'intera città ha festeggiato con fuochi d'artificio e concerto rock. Temperatura della serata: -18°.
Tuttavia Skaffali raggiunge l'apice della felicità la mattina di quello stesso giorno, in compagnia del convalescente Toty e del francese Romain (Totyna fuori uso dall'influenza che le ha passato il Toty, con la differenza che a lui è durata 6 giorni, a lei durerà 24 ore...). Skaffali decide infatti di insegnare ad entrambi lo sci di fondo. Luogo: Mont-Royal (dietro casa del Toty). Ora: 11.00a.m.. Temperatura: -21° !!!!!!!!!!!!!!!
Allegra comitiva di Quebecoises che corrono a -21° sulla neve (uno è in bici!).

Skaffali sugli sci, felice come un bambino col lecca-lecca.

Romain con un viso davvero francese.

Toty sciatore, giusto prima di cascare.

Pista di sci di fondo.

I 3 moschettieri conquistano la collina! Ecco la cima.

Il Toty è arrivato...
Contributi video:


Levatevi dar c....

Sbagliando s'impara...forse.

Mai rilassarsi.

Dove si scende...prima o poi si risale.
Nessuno riesce a filmare lo Skaffali che scia, dato che è sempre in testa.
Concludiamo con un piccolo flash-back al concerto sul vecchio porto.

Il gruppo si chiamava "Les Porn Flakes". L'articolo francofono a ricordare che col cazzo che loro parlano una parola d'inglese sul palco. Tuttavia il repertorio ci scalda dentro: passano senza vergogna da "Wellcome to the jungle" dei Guns 'n' roses a "Jumpin' Jack flash" degli Stones, ACDC, Led Zepplin, Brian Adams (Canadese!), "Enter sandman" dei Metallica, e come se sapessero del mollusco tentacolato malato per i fab four, gli regalano senza preavviso "I saw her standing there", "Helter Skelter", "Back in the USSR", "All my lovin'", ed infine "I am the walrus", tutte dei Beatles. Totyna, la cui anima talla è ormai nota ai più, balla in modo sfrenato sui Led Zepplin, ed alla fine ha bisogno di una sosta...

Skaffali, tu sapesse quanta neve c'è ora...

giovedì 10 dicembre 2009

...into the winter...

Ciao gente,
lo so, alcuni di voi (neo-figlia muniti ad esempio) probabilmente si aspettavano da noi la repentina creazione di un blog in cui raccontare le nostre (dis)avventure canadesi, appena giunti qui, ma a nostra discolpa possiamo dire che questo primo mese e mezzo ci ha visto protagonisti di iter burocratici senza precedenti nella storia della nostra vita. I quattro mesi trascorsi l'anno scorso qui col Wamba sono niente a confronto. Eppure le cose erano cominciate bene all'ufficio per la copertura sanitaria. La carta medica arriverà il 1 gennaio. Peccato però per il contratto di lavoro ancora da vedere, primo stipendio ancora da vedere anche quello, segretarie dell'INRS che nemmeno i dipendenti del comune di Livorno lavorano così poco e male, conti bancari con sezioni disgiunte in euro e dollari canadesi, affitto da pagare solo in presenza di 2 testimoni parenti prossimi davanti al sindaco di Montreal un notaio e una guardia canadese a cavallo e col lupo sordo, compagnia telefonica cellulare ladra assassina e per finire compagnia telefonica per l'allaccio a internet, che ancora non ha dato problemi, ma che sicuramente avrà qualche altra sorpresina da riservarci tipo fallimento dovuto a società per azioni fittizie sulle isole Caiman.
Menomale che poi tutto intorno a noi c'è il buon vecchio Canada, nuove amicizie, italiane e non, partite di calcetto spassose con gli italo-canadesi, film in 3D con gli occhialini e mal di testa finale, incluso nel prezzo, pattinate sul ghiaccio al ritmo dei vecchi cari Beatles, un inverno fin qui più che mite (la neve è arrivata ieri), atmosfera natalizia tipo film americano con luminare praticamente ovunque, da ieri aggiunte al fascino indiscutibile del manto nevoso che ha coperto la città. E' bella la neve, anche se ieri sull'autobus di ritorno da Varennes, in mezzo alla tempesta, evitavo di guardare la strada, sopratutto perchè non capivo come faceva l'autista a sapere DOVE FOSSE, la strada. Inoltre l'autobus "sculava" costantemente da destra a sinistra, pattinando sul ghiaccio che si era formato un po' d'appertutto. Ma andiamo con ordine.
Il giorno 28 Ottobre 2009, Toty e Totyna fanno il loro ingresso nel continente americano, nella provincia più sfigata del Canada, il Quebec, ed in particolare nella loro nuova casa. Il sapore dell'evento è un misto fra l'inizio di una nuova avventura e il ritorno "a casa"...


La vista dal nostro terrazzo poi è molto carina, in particolare è molto cambiata dal nostro arrivo...

Ad oggi...

Ehi un momento, ma questa casa ha le finestre??? O meglio, dalle finestre si vede fuori, si vede anche il cielo, addirittura uno guardando fuori di finestra può capire che tempo fa!!! Wamba visto? Le case in Canada non sono tutte a livello "tubo di scappamento"!!! Beh, è anche vero che sul contratto d'affitto c'era scritto quarto piano, peccato che nessuno ci aveva detto che l'ingresso è al terzo piano...o meglio al livello 3, il che significa che ci sono altri 3 livelli sotto il livello della strada. Comunque poco male, l'importante è non sentire il puzzo di piedi della gente che ti parcheggia davanti casa e non essere svegliato dal rumore delle piattole giaganti che corrono sul parchè.
La seconda tappa di questo mini-riassunto del nostro primo periodo a Montreal è la pattinata sul ghiaccio indoor. E chi poteva prendere tutte le dovute precauzioni, elmetto protettivo compreso, se non il nostro compagno montrealino Skaffali?

Il Toty, con delle pose guappe, tenta di mascherare la sua difficoltà:

mentre la Totyna non fa mistero della sua preoccupazione:

Il Toty, dopo una quarantina di minuti è già lesso, ed allora si fa da parte, a bordo pista, e ruba qualche altro scatto ai ben più allenati Skaffali e Totyna.

Dopo quasi un paio d'ore, i due si sono un po' sciolti, in particolare la Totyna è già una provetta campioncina, compensando la tenuta atletica del Toty, davvero imbarazzante. Alla fine, i volti dei due superstiti la dicono lunga e parlano da soli:

La prossima tappa è il brunch (incrocio fra breackfast e lunch, in pratica un ingozzo continuo da mezza mattinata fino a tardo pomeriggio, in cui ci si ciba di dolci, frutta, alcolici di ogni genere, torte salate, frittata del Toty, crepes del Toty, il tutto innaffiato da un buon Merlot portato dallo Skaffali, che è risaputo, crepes e Merlot è la morte sua, ananas, frutti di bosco, ravioli cinesi, insalata di mare, e altre cose che la mia memoria ha dovuto rimuovere) a casa di una studentessa italiana all'INRS per qualche mese. Tacerò i vari nomi per rispetto della praivasi. Come poteva finire, se non con una chitarra a cantare "L'italiano", "Ricominciamo" e "Margherita"?

Fra l'altro il pelatino al mio fianco è un noto tenore siciliano, Marcellino Pane e Vino, di cui vi offriamo anche una performance:



Poi, sempre con la stessa banda di persone, abbiamo festeggiato il compleanno della stessa ragazza che ha ospitato il brunch, in un localino frikkettoncello su St. Catherine:

Lo sappiamo dai visi cosa state pensando, ma non è così...
E per finire, una serie di foto durante i nostri vari giri diurni e notturni per Montreal, fra parco Jean Drapeau (immancabile), Mont Royal (per la preparazione atletica del Toty), Parco Lafontaine, Parco Olimpico, McGill, Marchè Jean-Talon, Saint Laurent. Lascio a voi i commenti.


(picchio rosso)
Infine, chi di voi non le abbia già viste, può andarsi a vedere le foto sul sito della Repubblica sul NO-B-DAY di Montreal a cui hanno partecipato Toty&Totyna.

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/no-b-estero-9/5.html?ref=search
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/no-b-estero-9/6.html?ref=search
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/no-b-estero-9/7.html?ref=search